Economia circolare: indicatori e rendicontazione per le imprese
Rifiuti per destino, recupero, contenuto riciclato: gli indicatori di circolarità e come costruirli partendo dai FIR.

L’economia circolare entra nella rendicontazione con indicatori precisi: quanti rifiuti produci, dove finiscono, quanto materiale recuperi o reimpieghi. Per le imprese italiane la base documentale esiste già: FIR e registri rifiuti contengono la gran parte dei dati richiesti. Il lavoro è trasformarli in indicatori.
Gli indicatori che contano
Il nucleo per una PMI: rifiuti totali per tipologia (pericolosi e non, per codice EER), destino (recupero contro smaltimento, con la percentuale avviata a recupero), intensità (rifiuti per unità di prodotto o di fatturato) e, dove rilevante, contenuto riciclato degli input. Il VSME richiede i primi in modo strutturato nel modulo Base.
Dai FIR agli indicatori
Ogni FIR contiene codice EER, quantità, trasportatore e destino: è l’unità elementare della rendicontazione dei rifiuti. Il problema è il volume: decine o centinaia di formulari all’anno, da riconciliare con i registri. Su Envify i FIR si caricano così come sono: l’AI estrae i campi, segnala i duplicati e aggrega gli indicatori per sede e per periodo.
Perché conviene oltre il report
Gli indicatori di circolarità fanno emergere costi nascosti: smaltimenti classificabili come recupero, scarti riducibili a monte, materiali reimpiegabili. Diverse imprese scoprono nel primo report che la voce rifiuti nasconde il margine di risparmio più rapido dopo l’energia.

