L'Accordo di Parigi è il trattato sul clima firmato nel 2015 da quasi 200 Paesi per limitare il riscaldamento globale entro 1,5-2 °C. Ogni Paese si impegna a ridurre le proprie emissioni e ad aggiornare i propri piani ogni cinque anni.
La CO₂ equivalente è l'unità di misura che permette di confrontare tra loro i diversi gas serra in base al loro impatto sul clima, riportando tutto a una scala comune: le tonnellate di CO₂ equivalente.
L'approvvigionamento sostenibile consiste nello scegliere fornitori che rispettano ambiente, lavoratori e comunità locali. Garantisce che l'intera filiera, e non solo l'azienda, segua standard responsabili.
L'assorbimento di CO₂ è il processo con cui foreste, oceani e suoli catturano l'anidride carbonica e la immagazzinano. Esistono anche tecnologie artificiali, ma la natura resta il sistema più efficace.
L'attivismo ambientale è l'insieme delle azioni civiche e politiche per proteggere l'ambiente: manifestazioni, campagne, pressioni sui governi e azioni legali. Ha ispirato molte politiche climatiche degli ultimi decenni.
Le B Corp sono aziende certificate dall'ente B Lab per gli elevati standard di impatto sociale e ambientale, trasparenza e responsabilità. Puntano a generare valore per tutti gli stakeholder, non solo profitto.
La biomassa è materiale organico (scarti agricoli, legno, rifiuti alimentari) usato per produrre energia. Quando fermenta senza ossigeno genera biogas, un combustibile rinnovabile simile al metano.
La blue economy è il modello economico che sfrutta in modo sostenibile le risorse del mare: pesca, turismo costiero, energie marine e biotecnologie. L'obiettivo è generare valore senza impoverire gli oceani.
La CO₂ (anidride carbonica) è un gas naturalmente presente nell'aria. Il problema è la quantità: bruciando combustibili fossili ne immettiamo così tanta da intrappolare il calore e far salire le temperature.
I cambiamenti climatici sono le alterazioni a lungo termine del clima causate dalle attività umane: temperature più alte, eventi estremi, siccità e innalzamento dei mari. La causa principale è l'accumulo di gas serra.
Il carbon accounting è la pratica di misurare e monitorare le emissioni di gas serra di un'azienda o di un prodotto. È il primo passo di qualsiasi strategia di riduzione delle emissioni.
Il carbon budget è la quantità di gas serra che possiamo ancora emettere restando entro i limiti di temperatura dell'Accordo di Parigi. Ogni anno di emissioni elevate lo riduce.
La carbon capture è la tecnologia che cattura la CO₂ prima che raggiunga l'atmosfera, o direttamente dall'aria, per immagazzinarla nel sottosuolo o riutilizzarla. Serve ai settori più difficili da decarbonizzare.
Il carbon offsetting permette di compensare le proprie emissioni finanziando progetti che le riducono altrove, come riforestazione o energie rinnovabili. Non sostituisce la riduzione diretta, ma la affianca.
Il carbon trading è un sistema che permette di comprare e vendere quote di emissioni di CO₂. Chi inquina meno del limite consentito può vendere le quote in eccesso, creando un incentivo a ridurre le emissioni.
Il ciclo del carbonio è lo scambio naturale di carbonio tra atmosfera, oceani, suolo ed esseri viventi. Bruciando combustibili fossili immettiamo in pochi decenni il carbonio accumulato dalla Terra in milioni di anni.
La climate action è l'insieme delle azioni per contrastare il cambiamento climatico, dalla riduzione delle emissioni all'adattamento. È anche il tredicesimo Obiettivo di Sviluppo Sostenibile dell'ONU.
Essere climate neutral significa bilanciare tutte le emissioni di gas serra prodotte, non solo la CO₂, con rimozioni o compensazioni equivalenti. È un concetto più ampio della carbon neutrality.
La CSRD è la direttiva europea che obbliga le aziende a rendicontare il proprio impatto ambientale e sociale. Dopo la riforma Omnibus del 2026 si applica soprattutto alle grandi imprese (oltre 1.000 dipendenti e 450 milioni di euro di fatturato).
La decarbonizzazione è la transizione da un'economia basata sui combustibili fossili a una basata sulle rinnovabili. Comprende veicoli elettrici, pompe di calore e processi industriali puliti.
La deforestazione è la riduzione permanente delle foreste, spesso per fare spazio ad allevamenti e coltivazioni. Distrugge habitat e rilascia nell'atmosfera il carbonio immagazzinato dagli alberi.
Il degrado del suolo è la perdita di fertilità e vitalità del terreno causata da erosione, inquinamento o sfruttamento intensivo. Minaccia la produzione di cibo, la biodiversità e l'immagazzinamento di carbonio.
Il Direct Air Capture è una tecnologia che estrae la CO₂ direttamente dall'aria, come un aspirapolvere per l'atmosfera. È promettente ma ancora costosa ed energivora.
Il disboscamento è l'abbattimento di alberi su larga scala. A differenza della deforestazione può essere temporaneo se seguito da ripiantumazione, ma interrompe comunque il ciclo ecologico della foresta.
Il principio DNSH ('Non arrecare danno significativo') stabilisce che un'attività non è sostenibile se, per raggiungere un obiettivo ambientale, ne danneggia gravemente un altro. È un criterio chiave per i fondi del PNRR e la Tassonomia UE.
L'eco progettazione integra le considerazioni ambientali fin dalle prime fasi di sviluppo di un prodotto: materiali riciclabili, minori consumi, facilità di riparazione. Prevenire l'impatto è più efficace che correggerlo a fine vita.
L'economia circolare è un modello in cui i materiali vengono riparati, riusati e riciclati anziché finire in discarica. Si contrappone al modello lineare 'prendi-produci-smaltisci'.
L'ecosostenibilità è la capacità di vivere e produrre nel rispetto dei limiti del pianeta, senza consumare le risorse più velocemente di quanto si rigenerino. Riguarda scelte quotidiane e decisioni strategiche.
Le emissioni dirette sono i gas serra prodotti da fonti possedute o controllate dall'azienda, come caldaie, veicoli e processi interni. Corrispondono alle emissioni Scope 1.
Le emissioni indirette sono i gas serra collegati alle attività dell'azienda ma non sotto il suo controllo diretto: energia acquistata, fornitori, trasporti e uso dei prodotti. Comprendono lo Scope 2 e lo Scope 3.
Le emissioni Scope 1 sono le emissioni dirette prodotte da fonti controllate dall'azienda, come impianti e veicoli aziendali. Sono le più facili da misurare e le prime su cui intervenire.
Le emissioni Scope 2 sono le emissioni indirette legate all'energia acquistata e consumata dall'azienda, come l'elettricità. Si riducono passando a fornitori di energia rinnovabile.
L'energia eolica sfrutta la forza del vento per produrre elettricità tramite turbine, sulla terraferma o in mare. È una rinnovabile matura, conveniente e priva di emissioni durante il funzionamento.
L'energia idroelettrica trasforma la forza dell'acqua in movimento in elettricità. È la principale fonte rinnovabile al mondo per produzione di energia elettrica.
L'energia rinnovabile proviene da fonti che si rigenerano naturalmente come sole, vento, acqua, geotermia e biomassa, e produce pochissima CO₂. È il cuore di ogni strategia climatica.
L'energia solare sfrutta i raggi del sole per produrre elettricità (pannelli fotovoltaici) o calore (collettori termici). Con il crollo dei costi è diventata la fonte di energia più economica della storia.
L'ESG reporting è la rendicontazione pubblica dell'impatto di un'azienda su tre dimensioni: ambientale, sociale e di governance. È sempre più richiesto da investitori e normative.
Gli ESRS sono gli standard europei che stabiliscono quali informazioni le aziende devono includere nel bilancio di sostenibilità previsto dalla CSRD. Servono a rendere i dati comparabili e verificabili.
L'eutrofizzazione è l'eccessivo arricchimento di nutrienti in un corpo idrico, spesso da scarichi agricoli o industriali. Provoca una crescita incontrollata di alghe che consuma l'ossigeno e soffoca l'ecosistema acquatico.
Il fattore di emissione indica quanti gas serra vengono prodotti per unità di attività, ad esempio per ogni kWh consumato o chilometro percorso. Serve a calcolare le emissioni ed è aggiornato periodicamente.
Le garanzie di origine sono certificati che attestano la provenienza rinnovabile dell'elettricità consumata. Permettono a un'azienda di dimostrare di usare energia pulita.
I gas serra trattengono il calore nell'atmosfera, come il vetro di una serra. I principali sono CO₂, metano e protossido di azoto: in eccesso causano il riscaldamento globale.
Il GHG Protocol è lo standard internazionale di riferimento per misurare e rendicontare le emissioni di gas serra. È alla base della classificazione in Scope 1, 2 e 3 adottata dalla maggior parte delle aziende.
Il Gold Standard è uno standard rigoroso per i crediti di carbonio, fondato con il supporto del WWF. Garantisce che la riduzione delle emissioni sia reale e che il progetto generi benefici concreti per le comunità locali.
I green claims sono le dichiarazioni ambientali usate dalle aziende in pubblicità o sulle confezioni (es. '100% ecologico'). Dal 2026 le regole UE impongono che siano basate su prove verificabili.
La green economy è un modello che fa crescere l'economia riducendo gli impatti ambientali, premiando efficienza, rinnovabili ed equità sociale. Non rinuncia alla crescita, ma la ridefinisce.
Il green hosting è un servizio di hosting web che riduce l'impatto ambientale dei server usando energia rinnovabile o compensando le emissioni. Conta sempre di più con la crescita dei consumi digitali.
Il greenwashing è la pratica di darsi un'immagine ecologica che non corrisponde alla realtà, puntando più sul marketing 'verde' che su azioni concrete. Dal settembre 2026 la direttiva UE Empowering Consumers vieta le dichiarazioni ambientali generiche e non verificabili.
L'inclusione aziendale è l'insieme di pratiche che garantiscono pari opportunità a tutte le persone, indipendentemente da genere, età, etnia o disabilità. È un pilastro della dimensione sociale (S) dell'ESG.
L'inquinamento digitale è l'impatto ambientale di dispositivi, reti e servizi online. Il settore digitale produce circa il 4% delle emissioni globali, più dell'aviazione, e la quota è in crescita.
La ISO 14001 è lo standard internazionale che certifica un sistema di gestione ambientale efficace. Attesta che l'azienda controlla e riduce i propri impatti in modo strutturato.
Il LEED è il sistema di certificazione più diffuso al mondo per gli edifici sostenibili. Assegna un punteggio in base a efficienza energetica, consumo d'acqua e qualità dei materiali, fino ai livelli Gold e Platinum.
La mitigazione climatica consiste nel ridurre le emissioni di gas serra e aumentare la capacità del pianeta di assorbirle. Si distingue dall'adattamento, che invece affronta gli impatti già in atto.
La mobilità sostenibile punta a ridurre l'impatto dei trasporti con mezzi pubblici elettrici, piste ciclabili, sharing e veicoli a zero emissioni. Non limita la libertà di movimento, ma la ridisegna.
La PAS 2060 è uno standard internazionale che definisce come dimostrare la carbon neutrality in modo credibile: misurare le emissioni, ridurle, compensare il residuo e farlo verificare da un ente terzo.
La piantumazione di alberi consiste nel piantare nuovi alberi per assorbire CO₂, proteggere il suolo e favorire la biodiversità. Per essere efficace richiede specie locali, aree adatte e monitoraggio nel tempo.
Il Protocollo di Kyoto, firmato nel 1997, è stato il primo accordo internazionale vincolante sul clima. È stato poi superato dall'Accordo di Parigi del 2015, più ambizioso e universale.
REDD+ è un programma ONU che remunera i Paesi in via di sviluppo che non abbattono le proprie foreste. Riconosce un valore economico al servizio ambientale che le foreste offrono al pianeta.
La rigenerazione va oltre la sostenibilità: mentre questa mira a 'non danneggiare', la rigenerazione punta a migliorare attivamente ecosistemi e comunità, restituendo più di quanto si preleva.
Il risk management è il processo con cui un'azienda gestisce le minacce che possono colpirla. In ambito ESG include i rischi climatici, fisici e normativi, per costruire strategie di resilienza.
La SBTi (Science Based Targets initiative) aiuta le aziende a fissare obiettivi di riduzione delle emissioni 'basati sulla scienza', cioè allineati al limite di 1,5 °C dell'Accordo di Parigi.
I servizi ecosistemici sono i benefici che la natura offre all'uomo: aria pulita, acqua, cibo, protezione dalle alluvioni. Hanno un enorme valore economico, anche se difficile da contabilizzare.
Una società benefit è una forma giuridica, riconosciuta in Italia dal 2016, che persegue per statuto un beneficio per la società e l'ambiente oltre al profitto. Ogni anno rendiconta l'impatto generato.
La sostenibilità è la capacità di soddisfare i bisogni del presente senza compromettere quelli delle generazioni future. Si fonda su tre dimensioni inscindibili: ambientale, sociale ed economica.
La TCFD ha sviluppato nel 2017 un framework per aiutare le aziende a comunicare agli investitori come gestiscono i rischi e le opportunità legati al clima. È diventato un riferimento globale.
Il Verified Carbon Standard di Verra è lo standard volontario più usato al mondo per i crediti di carbonio. Certifica che ogni credito corrisponda davvero a una tonnellata di CO₂ ridotta o rimossa.
La VCU è l'unità di credito dello standard VCS di Verra: vale una tonnellata di CO₂ equivalente ridotta o rimossa da un progetto certificato. Le aziende la usano per compensare le emissioni residue.
La VER è l'unità di credito dello standard Gold Standard e vale una tonnellata di CO₂ equivalente. Si distingue perché i progetti devono dimostrare anche benefici sociali concreti per le comunità.
La water footprint (impronta idrica) misura l'acqua dolce totale usata per produrre un bene o un servizio: un caffè ne richiede circa 140 litri. È un indicatore sempre più cruciale di fronte alla scarsità d'acqua.
