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Metodologia6 min di lettura

Come calcolare le emissioni di CO₂ dalla bolletta: esempio passo passo

Dalla bolletta della luce e del gas alle tonnellate di CO₂e: formula, fattori di emissione ed esempio numerico completo per Scope 1 e 2.

Per calcolare le emissioni di CO₂ da una bolletta si moltiplica il consumo indicato in fattura, in kWh per l’elettricità o in Smc per il gas, per un fattore di emissione riconosciuto. Il gas bruciato in azienda genera emissioni di Scope 1, l’elettricità acquistata emissioni di Scope 2. Qui trovi la formula, dove leggere i dati in bolletta e un esempio completo.

La formula di base

Il calcolo segue il metodo del GHG Protocol ed è sempre lo stesso:

Emissioni (kgCO₂e) = dato di attività × fattore di emissione

Il dato di attività è il consumo, letto in bolletta. Il fattore di emissione dice quanti kg di CO₂ equivalente corrispondono a un’unità di quel consumo. Il risultato si divide per 1.000 per ottenere le tonnellate, l’unità usata nei report: le tCO₂e.

Dove trovare i dati in bolletta

Non serve il totale in euro: servono le quantità. In una bolletta italiana le trovi nel dettaglio dei consumi, di solito nelle pagine successive alla prima.

  • Energia elettrica: i kWh consumati nel periodo, spesso divisi per fasce F1, F2 e F3. Per il calcolo si sommano.
  • Gas naturale: gli Smc (standard metri cubi) consumati. Se la fattura riporta il coefficiente C di conversione, i volumi sono già riportati alle condizioni standard.
  • Periodo di competenza: le date di inizio e fine del consumo, che non coincidono sempre con il mese di emissione della fattura.
  • Letture effettive o stimate: se il consumo è stimato, la bolletta di conguaglio successiva lo correggerà.

Attenzione ai conguagli: una fattura può ricalcolare consumi di mesi precedenti. Per non contare due volte gli stessi kWh, i consumi vanno attribuiti al periodo di competenza, non alla data della fattura.

Quale fattore di emissione usare

Per l’elettricità il GHG Protocol chiede di calcolare lo Scope 2 in due modi, spiegati nella guida su market-based e location-based:

  • location-based: usa il fattore medio della rete nazionale. In Italia la fonte di riferimento è la serie pubblicata da ISPRA sulle emissioni del settore elettrico;
  • market-based: riflette i contratti di acquisto. L’energia coperta da garanzie di origine ha fattore zero; quella senza garanzie usa il fattore del residual mix, pubblicato dall’AIB (Association of Issuing Bodies).

Per il gas naturale si usano i fattori di combustione nazionali o quelli delle banche dati riconosciute, espressi in kgCO₂e per Smc. La regola è sempre la stessa: usa il fattore dell’anno di rendicontazione, cita la fonte e mantieni la stessa scelta negli anni. Approfondisci nella guida ai fattori di emissione.

Esempio completo: una PMI con una sede

Prendiamo un’impresa con uno stabilimento che nell’anno ha consumato 180.000 kWh di elettricità e 25.000 Smc di gas per riscaldamento e forno. Una parte dell’elettricità, 60.000 kWh, è coperta da garanzie di origine. Nell’esempio usiamo fattori arrotondati e puramente illustrativi: nel tuo calcolo vanno sostituiti con quelli ufficiali dell’anno di riferimento.

VoceConsumoFattore illustrativoEmissioni
Gas naturale (Scope 1)25.000 Smc2,0 kgCO₂e/Smc50,0 tCO₂e
Elettricità, location-based (Scope 2)180.000 kWh0,25 kgCO₂e/kWh45,0 tCO₂e
Elettricità con garanzie di origine, market-based60.000 kWh0 kgCO₂e/kWh0 tCO₂e
Elettricità senza garanzie, market-based120.000 kWh0,45 kgCO₂e/kWh54,0 tCO₂e

Il risultato si legge così:

  • Scope 1: 25.000 × 2,0 = 50.000 kg, cioè 50,0 tCO₂e.
  • Scope 2 location-based: 180.000 × 0,25 = 45.000 kg, cioè 45,0 tCO₂e.
  • Scope 2 market-based: 60.000 × 0 + 120.000 × 0,45 = 54.000 kg, cioè 54,0 tCO₂e.

Il market-based può risultare più alto del location-based anche se una parte dell’energia è rinnovabile: il residual mix esclude l’energia verde già «venduta» con le garanzie di origine, quindi pesa più delle fonti fossili rispetto alla media di rete. È normale, e il report deve mostrare entrambi i valori.

Gli errori più comuni

  • Usare l’importo in euro al posto dei consumi. Le stime basate sulla spesa sono l’ultima risorsa, non il punto di partenza quando la bolletta c’è.
  • Contare due volte i conguagli. Ogni kWh va attribuito una sola volta al suo periodo di competenza.
  • Mescolare anni diversi. Il fattore di emissione deve riferirsi allo stesso anno dei consumi, oppure all’ultimo disponibile dichiarandolo.
  • Dimenticare le sedi minori. Magazzini, uffici e punti vendita hanno utenze proprie che finiscono spesso fuori dal perimetro.
  • Riportare solo il market-based. Il GHG Protocol chiede entrambi i metodi per lo Scope 2.

Da una bolletta a cento

Il calcolo di una bolletta richiede cinque minuti. Il problema è farlo per dodici mesi, più utenze, più sedi e più vettori energetici, tenendo traccia di conguagli e fattori aggiornati. È qui che il foglio di calcolo comincia a perdere pezzi.

Envify parte dalle bollette così come sono: l’AI legge consumi, periodi di competenza e codici POD o PDR, applica i fattori di emissione dell’anno corretto e calcola Scope 1, 2 e 3 mantenendo ogni numero collegato alla fattura da cui è stato estratto. Se una banca chiede da dove arriva un valore, apri l’indicatore e mostri il documento.

Domande frequenti

Quanta CO₂ produce 1 kWh di elettricità in Italia?
Dipende dall’anno e dal metodo. Con il metodo location-based si usa il fattore medio della rete nazionale pubblicato da ISPRA, che negli ultimi anni è nell’ordine di 0,2-0,3 kg di CO₂ per kWh ed è in calo con la crescita delle rinnovabili. Con il market-based conta il tuo contratto: con garanzie di origine il fattore è zero.
Le emissioni del gas in bolletta sono Scope 1 o Scope 2?
Scope 1, se il gas viene bruciato in impianti dell’azienda come caldaie o forni. Lo Scope 2 riguarda l’energia acquistata già trasformata: elettricità, calore o vapore da teleriscaldamento.
Posso usare la spesa in euro se non trovo le bollette?
Solo come stima provvisoria, dichiarandola. I fattori basati sulla spesa sono molto meno precisi e risentono delle variazioni di prezzo. Appena possibile vanno sostituiti con i consumi fisici.
Le garanzie di origine azzerano davvero le emissioni?
Nel metodo market-based sì, per l’energia coperta. Nel location-based no: resta il fattore medio della rete. Per questo il report mostra entrambi i valori.
Ogni quanto vanno aggiornati i fattori di emissione?
Ogni anno. ISPRA, AIB e le altre fonti pubblicano aggiornamenti periodici: usa quelli dell’anno di rendicontazione, oppure l’ultimo disponibile dichiarando la scelta.

Fonti e approfondimenti

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