Nuovo Regolamento CPR: cosa cambia nel 2026 per i prodotti da costruzione
Il Regolamento (UE) 2024/3110 si applica dall’8 gennaio 2026: dichiarazione di prestazione e conformità, GWP del prodotto, passaporto digitale e cosa fare in azienda.

Il nuovo Regolamento prodotti da costruzione, il Regolamento (UE) 2024/3110 noto come CPR, si applica dall’8 gennaio 2026 e sostituisce gradualmente il Regolamento (UE) n. 305/2011. Introduce la dichiarazione di prestazione e conformità, porta l’impatto climatico del prodotto, il GWP, dentro la marcatura CE e prepara il passaporto digitale di prodotto. Ecco cosa cambia e da dove iniziare.
Cos’è il nuovo Regolamento CPR
Il CPR stabilisce le regole comuni per immettere sul mercato europeo i prodotti da costruzione: dal cemento ai serramenti, dagli isolanti ai cavi. È stato adottato il 27 novembre 2024, è in vigore dal 7 gennaio 2025 e si applica dall’8 gennaio 2026.
Il passaggio non avviene in un giorno. Le norme armonizzate citate con il vecchio regolamento restano utilizzabili finché non vengono sostituite da nuove specifiche tecniche, con un periodo transitorio che può arrivare fino al 2040. Per questo, nel 2026, molti prodotti seguono ancora le regole precedenti.
Le novità principali
| Tema | Regolamento 305/2011 | Nuovo CPR 2024/3110 |
|---|---|---|
| Documento del fabbricante | Dichiarazione di prestazione (DoP) | Dichiarazione di prestazione e conformità (DoPC) |
| Sostenibilità ambientale | Requisito di base delle opere, poco applicato ai prodotti | Caratteristiche ambientali dichiarate, a partire dal GWP |
| Informazioni di prodotto | Documenti cartacei o pubblicati online | Passaporto digitale di prodotto, introdotto per gradi |
| Ambito | Prodotti nuovi | Anche prodotti rifabbricati, kit e file per la stampa 3D |
| Operatori coinvolti | Soprattutto fabbricanti | Obblighi più chiari anche per distributori e piattaforme online |
L’impatto climatico entra nella dichiarazione
È la novità che riguarda più da vicino la sostenibilità. Il fabbricante dovrà dichiarare le prestazioni ambientali del prodotto calcolate sul ciclo di vita, con il metodo della norma EN 15804, la stessa usata per le dichiarazioni ambientali di prodotto.
Il primo indicatore è il GWP (Global Warming Potential), cioè le emissioni di gas serra del prodotto espresse in CO₂ equivalente. Diventa obbligatorio per ciascuna famiglia di prodotti man mano che le nuove specifiche tecniche armonizzate lo richiedono. Gli altri indicatori ambientali, come acidificazione, eutrofizzazione e uso delle risorse, seguiranno in due tappe successive, intorno al 2030 e al 2032.
Chi ha già una EPD conforme alla EN 15804+A2 parte avvantaggiato: i dati e il modello di calcolo sono gli stessi.
I primi prodotti coinvolti
Le nuove specifiche tecniche arrivano per famiglie di prodotto, attraverso un programma di revisione delle norme armonizzate. La Commissione ha dato priorità alle famiglie con funzione strutturale, come cemento, calcestruzzo e prodotti in acciaio per le strutture, che sono anche tra i materiali con l’impatto climatico più alto.
Il regolamento consente inoltre alla Commissione di fissare requisiti minimi di sostenibilità ambientale per gli acquisti pubblici di prodotti da costruzione. Per chi partecipa ad appalti si somma ai Criteri ambientali minimi già in vigore in Italia, di cui parliamo nella guida su gare d’appalto e criteri ambientali.
Il passaporto digitale di prodotto
Il CPR prevede un passaporto digitale di prodotto, collegato al quadro europeo sulla progettazione ecocompatibile. Raccoglierà in un unico punto, accessibile tramite un codice sul prodotto, la dichiarazione di prestazione e conformità, le istruzioni, le informazioni di sicurezza e i dati ambientali.
Tempi e contenuti saranno definiti da atti delegati. Conviene però organizzare fin da ora i dati di prodotto in forma digitale e strutturata: rifare il lavoro su documenti sparsi costa molto di più.
Cosa fare adesso se produci o distribuisci
- Mappa le tue famiglie di prodotto e le norme armonizzate di riferimento, verificando quali sono in revisione.
- Prepara i dati ambientali. Consumi di energia, materie prime, trasporti e rifiuti di produzione servono sia per il GWP sia per un’eventuale EPD.
- Coinvolgi i fornitori. L’impatto delle materie prime pesa spesso più della tua produzione: chiedi dati specifici, non medie di settore.
- Aggiorna i processi documentali per passare dalla DoP alla DoPC e gestire i dati in formato digitale.
- Segui gli appalti pubblici. I requisiti ambientali per gli acquisti pubblici trasformeranno il GWP in un criterio di scelta.
Il nuovo CPR si applica dall’8 gennaio 2026 e porta l’impatto climatico dentro la marcatura CE. Il GWP diventa obbligatorio famiglia per famiglia, a partire dai prodotti strutturali. Chi organizza oggi dati ambientali, EPD e informazioni di prodotto in forma digitale arriva pronto alle nuove specifiche e alle gare.


