Scope 2 location-based e market-based: come calcolarlo con un esempio
Lo Scope 2 si calcola con due metodi: location-based, con il fattore medio della rete, e market-based, con i fattori dei tuoi contratti e le Garanzie d’Origine. Differenze, esempio numerico e casi particolari.

Lo Scope 2 si calcola moltiplicando i kWh di energia acquistata per un fattore di emissione, con due metodi da riportare entrambi. Il metodo location-based usa il fattore medio della rete elettrica nazionale. Il metodo market-based usa il fattore dei tuoi contratti: l’energia coperta da Garanzie d’Origine annullate a tuo nome vale zero, il resto si calcola con il residual mix.
Cos’è lo Scope 2
Lo Scope 2 comprende le emissioni indirette generate per produrre l’energia che la tua impresa acquista e consuma. La CO₂ esce dalla centrale, ma il consumo è tuo, e il GHG Protocol te lo attribuisce. Rientrano l’elettricità prelevata dalla rete, il calore e il vapore acquistati, per esempio da un teleriscaldamento, e il raffrescamento acquistato da terzi.
Le regole sono nella Scope 2 Guidance pubblicata dal GHG Protocol nel 2015, che ha introdotto il doppio calcolo: le emissioni dell’elettricità vanno calcolate con due metodi diversi e riportate entrambe.
Location-based e market-based a confronto
| Location-based | Market-based | |
|---|---|---|
| Cosa misura | L’impatto medio della rete del paese in cui consumi | L’impatto dell’energia che hai scelto di acquistare |
| Fattore usato | Fattore medio della rete nazionale, per l’Italia pubblicato da ISPRA | Fattore del fornitore o dello strumento contrattuale, altrimenti il residual mix |
| Cosa lo fa scendere | Solo consumare meno energia | Consumare meno e acquistare energia rinnovabile certificata |
| A cosa serve | Un riferimento comune e confrontabile | Mostrare l’effetto delle tue scelte di acquisto |
Le Garanzie d’Origine
In Europa lo strumento più diffuso per il metodo market-based è la Garanzia d’Origine (GO), che certifica che una quantità di energia è stata prodotta da fonti rinnovabili. Se il contratto di fornitura include GO annullate a tuo nome per tutto il consumo, le emissioni market-based di quell’energia possono essere pari a zero. Un contratto definito «verde» senza GO documentate non basta: chiedi sempre al fornitore la prova dell’annullamento per il tuo consumo e per il tuo anno di riferimento.
Il residual mix
Senza strumenti contrattuali, il metodo market-based usa il residual mix: il mix che resta sulla rete dopo aver tolto l’energia rinnovabile già venduta con le GO. In molti paesi europei, Italia compresa, il residual mix ha un fattore più alto della media di rete. Per questo un’impresa senza GO vede spesso uno Scope 2 market-based più alto di quello location-based.
Un esempio di calcolo completo
Un’impresa con due sedi preleva in un anno 120.000 kWh dalla rete: 80.000 kWh nello stabilimento e 40.000 kWh negli uffici. I fattori sono valori indicativi e arrotondati, utili solo a mostrare il metodo.
| Metodo | Calcolo | Emissioni |
|---|---|---|
| Location-based, fattore di rete 0,25 kgCO₂e/kWh | 120.000 × 0,25 | 30 tCO₂e |
| Market-based senza GO, residual mix 0,45 kgCO₂e/kWh | 120.000 × 0,45 | 54 tCO₂e |
| Market-based con GO sullo stabilimento | 80.000 × 0 + 40.000 × 0,45 | 18 tCO₂e |
Lo stesso consumo può quindi valere 30, 54 o 18 tCO₂e. Riportare entrambi i metodi, con le ipotesi spiegate, rende il dato comprensibile a chi lo legge e ti protegge da contestazioni. Se vuoi partire dalla singola bolletta, trovi un esempio nell’articolo sul calcolo delle emissioni dalla bolletta.
Il calcolo passo per passo
- Raccogli le bollette di tutti i POD. Dodici mesi per ogni sede, compresi magazzini, cantine e insegne con contatori separati.
- Somma i kWh prelevati. Usa le letture effettive e verifica i conguagli, senza sottrarre l’energia immessa in rete.
- Applica il fattore di rete. Per il location-based usa il fattore di emissione ISPRA più recente e annota l’anno.
- Ricostruisci i contratti. Per il market-based separa i kWh coperti da GO annullate da quelli senza strumenti contrattuali.
- Applica fattori contrattuali e residual mix. Zero o il fattore del fornitore per l’energia coperta, il residual mix AIB per il resto.
- Riporta entrambi i risultati. Con fonti, anni e ipotesi, sede per sede.
I casi particolari
- Fotovoltaico in autoconsumo. L’energia che produci e consumi non genera Scope 2, perché non la acquisti: conti solo i kWh prelevati dalla rete.
- Energia immessa in rete. I kWh che vendi non si sottraggono dalle tue emissioni Scope 2.
- Uffici in affitto con utenze del proprietario. Se gestisci tu gli spazi, chiedi i consumi o ricavali dalle spese ripartite, e documenta il metodo.
- Colonnine per veicoli elettrici. L’energia che ricarica i mezzi aziendali dalle tue utenze è già in bolletta e rientra nello Scope 2.
- Teleriscaldamento. Usa il fattore di emissione comunicato dal gestore della rete, se disponibile.
Cosa sta cambiando
La Scope 2 Guidance è in revisione da parte del GHG Protocol. Tra i temi in discussione ci sono criteri più stringenti per gli strumenti contrattuali, come un abbinamento più preciso nel tempo e nello spazio tra energia rinnovabile acquistata e consumo. Fino alla pubblicazione della nuova versione restano valide le regole del 2015.
Nel report secondo lo standard volontario VSME l’informativa B3 del modulo base chiede lo Scope 2 location-based, insieme al consumo totale di energia. Il market-based resta richiesto dal GHG Protocol e ti serve per mostrare a banche e clienti l’effetto delle Garanzie d’Origine: conviene calcolare sempre entrambi. Per scegliere i contratti giusti leggi l’articolo su energia rinnovabile e Scope 2.
Lo Scope 2 si calcola con due metodi da riportare entrambi. Il location-based usa il fattore medio della rete e scende solo se consumi meno. Il market-based usa i fattori dei tuoi contratti: le Garanzie d’Origine documentate lo azzerano per l’energia coperta, senza GO si applica il residual mix, di solito più alto.
Scarica la guida gratuita allo Scope 2
Abbiamo raccolto il metodo in una guida gratuita in PDF: i due metodi, le Garanzie d’Origine, il residual mix, un esempio completo, i casi particolari e la checklist dei documenti. Scarica la guida al calcolo dello Scope 2.


