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Metodologia7 min di lettura

Come calcolare le emissioni Scope 1: formule, esempi e documenti

Le emissioni Scope 1 si calcolano moltiplicando i consumi di combustibile per il fattore di emissione e i kg di refrigerante reintegrato per il GWP. Ecco le formule, tre esempi numerici e i documenti da raccogliere.

Per calcolare le emissioni Scope 1 moltiplichi la quantità di combustibile consumato dalle fonti che la tua impresa possiede o controlla, come caldaie, generatori e mezzi aziendali, per il fattore di emissione di quel combustibile. Per i gas refrigeranti moltiplichi i kg reintegrati negli impianti per il loro potenziale di riscaldamento globale (GWP). La somma, espressa in tCO₂e, è il tuo Scope 1.

Cos’è lo Scope 1 e cosa comprende

Il GHG Protocol chiama Scope 1 le emissioni dirette: quelle che escono da fonti che la tua impresa possiede o controlla. Se brucia nel tuo impianto, nel tuo furgone o perde dal tuo condizionatore, è Scope 1. Le fonti sono di quattro tipi.

  • Combustione stazionaria. Caldaie a gas, generatori, forni e bruciatori di processo.
  • Combustione mobile. Auto, furgoni, camion, muletti e macchine operatrici di proprietà o in leasing gestiti da te.
  • Emissioni di processo. Reazioni chimiche della produzione, per esempio nella lavorazione di cemento, calce o vetro.
  • Emissioni fuggitive. Perdite di gas refrigeranti da climatizzatori, celle frigorifere e pompe di calore.

Con l’approccio del controllo operativo, i mezzi in leasing o a noleggio a lungo termine che gestisci tu rientrano nello Scope 1. Le auto dei dipendenti usate per trasferte con rimborso chilometrico vanno invece nello Scope 3. Per il quadro completo dei tre ambiti trovi una spiegazione con esempi nell’articolo su Scope 1, 2 e 3.

La formula per calcolare lo Scope 1

Per le fonti di combustione la formula è sempre la stessa: emissioni (kgCO₂e) = quantità di combustibile × fattore di emissione. Per le emissioni fuggitive il calcolo cambia: emissioni (kgCO₂e) = kg di refrigerante reintegrato × GWP del gas. Dividendo per mille ottieni le tCO₂e.

Il passaggio più delicato è l’unità di misura. Il fattore di emissione deve essere espresso nella stessa unità del dato che trovi nei documenti.

FonteDato di partenzaUnitàDove lo trovi
Gas naturaleConsumo di gasSmcBollette del gas
Gasolio e benzinaCarburante rifornitoLitriFatture carburante, estratti delle fuel card
GPLCombustibile acquistatoLitri o kgFatture del fornitore
RefrigerantiGas reintegrato negli impiantikgRapporti del manutentore, dichiarazioni F-gas

Tre esempi di calcolo

I fattori qui sotto sono valori indicativi e arrotondati, utili solo a mostrare il metodo. Nel tuo inventario usa fattori ufficiali aggiornati e riporta fonte e anno.

FonteConsumo annuoFattore indicativoEmissioni
Riscaldamento degli uffici18.000 Smc di gas naturalecirca 2 kgCO₂e/Smc36 tCO₂e
Flotta di cinque furgoni22.000 litri di gasoliocirca 2,6 kgCO₂e/litro57,2 tCO₂e
Ricarica del climatizzatore4 kg di R-410AGWP circa 2.0008 tCO₂e

Sommando le tre fonti, lo Scope 1 dell’impresa di esempio vale 101,2 tCO₂e. La flotta pesa più della metà, ed è da lì che conviene partire quando si pianifica la riduzione. Nota anche il refrigerante: pochi chili di gas valgono quanto migliaia di litri di carburante.

Quali fattori di emissione usare

Per i combustibili in Italia il riferimento più usato sono i parametri standard nazionali pubblicati ogni anno dal Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, coerenti con l’inventario nazionale delle emissioni. Per i refrigeranti il GWP viene dai rapporti di valutazione dell’IPCC: indica sempre quale rapporto usi, perché i valori cambiano tra un’edizione e l’altra.

Qualunque fonte scegli, tienila uguale per tutto l’anno e annota la versione. Se cambi fattore da un anno all’altro, ricalcola anche l’anno base, altrimenti la riduzione che mostri potrebbe dipendere dal fattore e non dai consumi. Approfondisci nella guida ai fattori di emissione.

Il calcolo passo per passo

  1. Definisci il perimetro. Elenca sedi, stabilimenti e mezzi sotto il tuo controllo operativo per l’anno di riferimento.
  2. Censisci le fonti. Per ogni sede segna caldaie, generatori, impianti di climatizzazione e refrigerazione; per la flotta, ogni mezzo con alimentazione e forma di possesso.
  3. Raccogli dodici mesi di dati. Bollette del gas, fatture e fuel card, rapporti di manutenzione con i kg di gas reintegrati.
  4. Converti e moltiplica. Porta ogni consumo nell’unità del fattore e applica il fattore o il GWP corretto.
  5. Somma e documenta. Riporta il totale per fonte e per sede, con fattori, fonti e anno, così che ogni numero si possa ricondurre al documento da cui nasce.

Gli errori più frequenti

  • Letture stimate trattate come reali. Molte bollette del gas riportano consumi stimati seguiti da conguagli: usa le letture effettive o ricostruisci il consumo reale.
  • Periodi che non coincidono. Una bolletta che copre dicembre e gennaio va divisa tra i due anni.
  • Importi al posto dei litri. Calcolare le emissioni dalla spesa in carburante introduce errori legati al prezzo, che cambia ogni settimana.
  • Refrigeranti dimenticati. I dati stanno nei rapporti del manutentore, lontani dall’amministrazione, e spesso restano fuori.
  • Doppio conteggio della flotta. Lo stesso carburante non può comparire sia nello Scope 1 sia nello Scope 3.

Lo Scope 1 nel report di sostenibilità

Nel report secondo lo standard volontario VSME le emissioni Scope 1 compaiono nell’informativa B3 del modulo base, insieme allo Scope 2 location-based e al consumo totale di energia. È anche il dato che banche e clienti controllano per primo: uno Scope 1 impreciso mette in dubbio l’intero inventario, mentre uno ben documentato li aiuta a calcolare a loro volta il proprio Scope 3.

Il punto essenziale

Lo Scope 1 si calcola moltiplicando i consumi di combustibile per il fattore di emissione e i kg di refrigerante reintegrato per il GWP. Contano tre cose: partire dalle quantità e non dagli importi, usare fattori ufficiali con fonte e anno e coprire tutte le quattro fonti, refrigeranti compresi.

Scarica la guida gratuita allo Scope 1

Abbiamo raccolto il metodo in una guida gratuita in PDF: le quattro fonti di emissione, le formule, tre esempi pratici, la checklist dei documenti da raccogliere e gli errori da evitare. Scarica la guida al calcolo dello Scope 1.

Domande frequenti

Come si calcolano le emissioni Scope 1?
Si moltiplica la quantità di combustibile consumato per il fattore di emissione di quel combustibile e i kg di gas refrigerante reintegrato per il suo GWP. La somma delle fonti, espressa in tCO₂e, è lo Scope 1.
Quali documenti servono per calcolare lo Scope 1?
Le bollette del gas di ogni sede, le fatture di gasolio e GPL, gli estratti delle fuel card, l’elenco della flotta e i rapporti di manutenzione degli impianti di climatizzazione e refrigerazione con i kg di gas reintegrati.
Le auto aziendali in leasing sono Scope 1?
Sì, se usi l’approccio del controllo operativo e gestisci tu i mezzi. Le auto dei dipendenti usate per trasferte con rimborso chilometrico rientrano invece nello Scope 3.
Posso calcolare lo Scope 1 dalla spesa in carburante?
È sconsigliato. Il prezzo del carburante cambia di continuo e introduce errori: parti dai litri indicati in fattura o negli estratti delle fuel card.

Fonti e approfondimenti

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