Calcolo Scope 1 e 2 in azienda: documenti, metodo ed esempio completo
Per calcolare Scope 1 e 2 bastano i documenti che ogni azienda ha già: bollette, fatture del carburante e rapporti del manutentore. Chi lo chiede, cosa serve, le formule e un esempio completo con l’intensità emissiva.

Per calcolare Scope 1 e 2 della tua azienda raccogli dodici mesi di consumi dai documenti che hai già: bollette del gas e della luce, fatture del carburante e rapporti del manutentore. Moltiplichi ogni consumo per il suo fattore di emissione, sommi le fonti dirette nello Scope 1 e l’energia acquistata nello Scope 2, con i metodi location-based e market-based. Il risultato, in tCO₂e, è la base del tuo inventario delle emissioni.
Perché le aziende calcolano Scope 1 e 2
Per la maggior parte delle imprese italiane nessuna legge impone di pubblicare le proprie emissioni. Eppure il dato viene chiesto sempre più spesso, da tre direzioni.
- Banche. Nei questionari ESG per i finanziamenti le emissioni Scope 1 e 2 sono tra le prime voci, perché le banche devono misurare le emissioni dei propri portafogli.
- Clienti e capofiliera. Le grandi imprese che rendicontano lo Scope 3 chiedono ai fornitori le loro emissioni: il tuo Scope 1 e 2 entra nel loro inventario.
- Bandi, gare e certificazioni. Criteri ambientali, rating ESG e la norma ISO 14064-1 partono tutti da un inventario delle emissioni documentato.
Cosa comprendono Scope 1 e Scope 2
| Ambito | Cosa comprende | Esempi | Documenti |
|---|---|---|---|
| Scope 1 | Emissioni dirette delle fonti che possiedi o controlli | Caldaie, forni, generatori, flotta aziendale, gas refrigeranti | Bollette del gas, fatture del carburante, rapporti del manutentore |
| Scope 2 | Emissioni indirette dell’energia che acquisti | Energia elettrica, calore e vapore da teleriscaldamento | Bollette elettriche, contratti, Garanzie d’Origine |
Tutto il resto, dagli acquisti ai trasporti dei fornitori fino ai rifiuti, è Scope 3. Trovi le differenze spiegate con esempi nell’articolo su Scope 1, 2 e 3.
I documenti da raccogliere
| Documento | Dato da leggere | Ambito |
|---|---|---|
| Bollette del gas | Smc consumati, da letture effettive | Scope 1 |
| Fatture del carburante ed estratti delle fuel card | Litri di gasolio, benzina e GPL | Scope 1 |
| Rapporti del manutentore e dichiarazione F-gas | kg di refrigerante reintegrato e tipo di gas | Scope 1 |
| Bollette dell’energia elettrica | kWh consumati per ogni POD | Scope 2 |
| Contratti di fornitura e Garanzie d’Origine | Quota di energia rinnovabile certificata | Scope 2 |
| Fatture del teleriscaldamento | Energia termica acquistata, in kWh o MWh | Scope 2 |
Raccogli dodici mesi dell’ultimo anno completo per ogni sede. Parti sempre dalle quantità indicate nei documenti, non dagli importi in euro: il prezzo cambia ogni mese, i consumi no.
Le formule in due righe
Scope 1 = Σ (consumo di combustibile × fattore di emissione) + Σ (kg di refrigerante reintegrato × GWP)
Scope 2 = kWh acquistati × fattore di emissione, calcolato due volte: con il fattore medio della rete (location-based) e con i fattori dei tuoi contratti o del residual mix (market-based). Il GHG Protocol chiede di riportarli entrambi.
Il dettaglio di ogni formula, con altri esempi, è negli articoli su come calcolare lo Scope 1 e sui metodi dello Scope 2.
Un esempio completo, dalla bolletta al totale
Prendiamo un’azienda con uno stabilimento e un ufficio, sei furgoni e un impianto di climatizzazione. I fattori sono indicativi e arrotondati, utili solo a mostrare il metodo: nel tuo calcolo usa fattori ufficiali aggiornati e riporta fonte e anno.
| Fonte | Consumo annuo | Fattore indicativo | Emissioni |
|---|---|---|---|
| Gas naturale dello stabilimento | 40.000 Smc | circa 2 kgCO₂e/Smc | 80 tCO₂e |
| Gasolio dei sei furgoni | 25.000 litri | circa 2,6 kgCO₂e/litro | 65 tCO₂e |
| Ricarica del climatizzatore (R-410A) | 3 kg | GWP circa 2.000 | 6 tCO₂e |
| Totale Scope 1 | 151 tCO₂e | ||
| Energia elettrica, location-based | 300.000 kWh | circa 0,25 kgCO₂e/kWh | 75 tCO₂e |
| Energia elettrica, market-based senza GO | 300.000 kWh | residual mix circa 0,45 kgCO₂e/kWh | 135 tCO₂e |
Lo Scope 1 vale 151 tCO₂e; lo Scope 2 vale 75 tCO₂e con il metodo location-based e 135 tCO₂e con il market-based. Il totale Scope 1 e 2 va quindi da 226 a 286 tCO₂e a seconda del metodo, ed è per questo che vanno riportati entrambi, spiegando le ipotesi. Se l’azienda coprisse con Garanzie d’Origine metà dei consumi elettrici, lo Scope 2 market-based scenderebbe a circa 68 tCO₂e.
L’esempio dice anche da dove partire per ridurre: gas dello stabilimento e gasolio della flotta valgono quasi il doppio dell’energia elettrica calcolata con il metodo location-based.
Dal totale all’intensità emissiva
Banche e clienti guardano anche il rapporto tra emissioni e dimensione dell’azienda. Lo standard VSME chiede, nell’informativa B3, l’intensità emissiva sui ricavi: con un fatturato di 12 milioni di euro, l’azienda dell’esempio ha un’intensità di circa 18,8 tCO₂e per milione di euro (Scope 1 e Scope 2 location-based). Confrontata anno su anno, mostra se l’azienda riduce davvero le emissioni anche mentre cresce.
Gli errori che rendono il dato contestabile
- Letture stimate trattate come reali. Molte bollette riportano consumi stimati seguiti da conguagli: usa le letture effettive.
- Importi al posto delle quantità. Calcolare le emissioni dalla spesa introduce errori legati al prezzo: parti da Smc, litri e kWh.
- Refrigeranti dimenticati. I dati stanno nei rapporti del manutentore, lontani dall’amministrazione, e pochi kg valgono tonnellate di CO₂e.
- Un solo metodo per lo Scope 2. Riportare solo il market-based, o solo il location-based, rende il dato incompleto per il GHG Protocol.
- Fattori senza fonte. Senza fonte e anno del fattore di emissione il calcolo non si può verificare né confrontare con l’anno successivo.
Scope 1 e 2 si calcolano dai documenti che ogni azienda ha già: bollette, fatture del carburante e rapporti del manutentore. Servono dodici mesi di quantità, fattori ufficiali con fonte e anno e lo Scope 2 con entrambi i metodi. È il primo passo dell’inventario GHG e il dato che banche e clienti chiedono per primo.
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