Certificazioni CAM: quali servono a chi produce materiali e prodotti
La «certificazione CAM» non esiste: i CAM chiedono mezzi di prova precisi per ogni requisito. Ecco quali servono a chi produce materiali, dal riciclato al legno alle emissioni indoor.

Non esiste una «certificazione CAM» unica: il decreto CAM edilizia del 24 novembre 2025 esclude espressamente i prodotti dichiarati «certificati CAM» e le dichiarazioni di conformità rilasciate dal fabbricante. Per ogni requisito servono mezzi di prova precisi, come una EPD che riporti la percentuale di riciclato, una certificazione ReMade, Plastica Seconda Vita o UNI/PdR 88, la catena di custodia FSC o PEFC per il legno, rapporti di prova di laboratori accreditati per le emissioni indoor. Qui trovi quali scegliere in base a cosa produci.
Perché la «certificazione CAM» non esiste
I criteri ambientali minimi sono requisiti che le stazioni appaltanti inseriscono nei bandi pubblici. Per i prodotti da costruzione oggi valgono soprattutto due decreti: i CAM edilizia 2025, in vigore dal 2 febbraio 2026, e i CAM strade, in vigore dal 21 dicembre 2024 e corretti nel 2025.
Il testo dei CAM edilizia è netto: progettisti, direttori dei lavori e imprese non possono prendere a riferimento prodotti dichiarati «certificati CAM» o dotati di «attestati di conformità ai CAM». Anche le dichiarazioni di conformità rilasciate da fornitori o fabbricanti non bastano come prova. Un prodotto è conforme solo se dimostra, con i documenti indicati nella voce «verifica» di ciascun criterio, i requisiti che lo riguardano.
Per un produttore questo cambia l’approccio commerciale. Una scheda con scritto «prodotto CAM» non aiuta il cliente e, se il claim è generico, espone anche a rischi di greenwashing. Serve invece sapere quali criteri toccano il tuo prodotto e quale prova li copre.
Contenuto di riciclato: i mezzi di prova ammessi
Il requisito più frequente è il contenuto minimo di materia riciclata, recuperata o di sottoprodotti, espresso in percentuale sul peso. I CAM edilizia e i CAM strade ammettono, in alternativa tra loro, queste prove:
| Mezzo di prova | Cosa deve contenere | Quando conviene |
|---|---|---|
| EPD conforme a UNI EN 15804 e ISO 14025, verificata da un organismo accreditato | La percentuale di riciclato, recuperato o sottoprodotto nelle informazioni ambientali aggiuntive, calcolata con tracciabilità dei flussi di materia | Se hai già o stai preparando una EPD per i clienti |
| Certificazione ReMade o ReMade in Italy | Percentuale certificata sul prodotto | Prodotti con filiere di riciclo strutturate |
| Marchio Plastica Seconda Vita | Percentuale di plastica riciclata | Prodotti in plastica |
| VinylPlus Product Label | Requisiti del marchio | Solo prodotti in PVC |
| Certificazione di prodotto sul bilancio di massa (per esempio CP DOC 262) | Percentuale da bilancio di massa per lo specifico prodotto | Processi con input misti |
| Certificazione secondo UNI/PdR 88 | Contenuto di riciclato, recuperato o sottoprodotto | Soluzione trasversale a molti materiali |
| Made Green in Italy | Percentuale riportata come informazione aggiuntiva | Prodotti già aderenti allo schema |
Alcune regole valgono per tutte le opzioni:
- la certificazione deve essere rilasciata da un organismo accreditato per lo schema specifico;
- la percentuale va restituita come somma delle frazioni, con il contributo di ciascuna (riciclato, recuperato, sottoprodotto);
- le asserzioni ambientali autodichiarate secondo la ISO 14021 non sono ammesse;
- i mezzi di prova emessi secondo i CAM edilizia del 2022 restano validi fino alla loro scadenza.
Per calcestruzzi, prefabbricati in calcestruzzo e laterizi i CAM edilizia accettano per 36 mesi attestazioni con la sola percentuale totale. Se la EPD è la strada che preferisci, trovi il percorso completo nella guida alla dichiarazione ambientale di prodotto.
Quale scegliere se parti da zero
La scelta dipende da cosa ti chiedono i clienti oltre ai CAM. Se architetti, imprese o committenti privati ti domandano già dati sul ciclo di vita, una EPD con la percentuale di riciclato copre due esigenze con un solo documento. Se ti serve soprattutto una prova rapida e mirata sul contenuto di riciclato, una certificazione di prodotto come ReMade o UNI/PdR 88 è di solito più snella. In entrambi i casi il punto di partenza è lo stesso: conoscere i flussi di materia in ingresso e in uscita dallo stabilimento, con documenti che li tracciano.
Legno e prodotti a base legno: FSC e PEFC
Per il legno vergine serve una certificazione di catena di custodia, come FSC o PEFC, che dimostri la provenienza da foreste gestite in modo sostenibile. Per il legno riciclato serve una certificazione che attesti almeno il 70% di materiale riciclato, per esempio FSC Recycled, FSC Mix con l’indicazione della percentuale di riciclato o l’etichetta PEFC Riciclato.
Il dettaglio pratico conta: alla consegna, documento di vendita o di trasporto deve riportare la dichiarazione di certificazione e il codice del certificato. Se a offrire il prodotto è un distributore o un’impresa non certificati per la catena di custodia, vanno presentati i certificati del fabbricante e la sua offerta con riferimento al CIG di gara. I pannelli con legno riciclato devono rispettare anche i limiti di inquinanti della UNI 11951:2024, verificati con rapporti di prova.
Emissioni indoor: rapporti di prova o etichette
Pitture, vernici, adesivi, sigillanti, pavimentazioni, rivestimenti interni, controsoffitti e prodotti simili devono rispettare limiti di emissione a 28 giorni per sostanze come formaldeide, benzene e composti organici volatili totali. La prova può essere:
- un rapporto di prova di un laboratorio accreditato secondo UNI EN 16516 o UNI EN ISO 16000, con un documento che richiami esplicitamente il criterio CAM;
- un’etichetta tra quelle elencate dal decreto, per esempio EMICODE EC1 o EC1+, Blue Angel nelle specifiche indicate, M1, Eurofins Indoor Air Comfort, AgBB, Biosafe, CATAS quality award CAM edilizia o Cosmob Qualitas Praemium.
Isolanti, acciaio e marcatura CE
Alcune famiglie di prodotto hanno prove dedicate:
- isolanti: oltre al contenuto di riciclato, serve una dichiarazione del legale rappresentante, supportata da schede di sicurezza o rapporti di prova, su sostanze SVHC, agenti espandenti e catalizzatori. Per le lane minerali conta la conformità alla Nota Q o alla Nota R del regolamento CLP, verificabile per esempio con una certificazione EUCEB;
- acciaio: ogni materiale di base deve avere la percentuale minima certificata. Il produttore del prodotto finito può allegare le attestazioni dei materiali di origine, che per l’acciaio strutturale devono corrispondere alla lista di rintracciabilità;
- prodotti con norma armonizzata: restano obbligatorie dichiarazione di prestazione e marcatura CE secondo il regolamento prodotti da costruzione, che il nuovo CPR sta aggiornando.
Le certificazioni che fanno guadagnare punti
Oltre ai requisiti minimi, i criteri premianti premiano l’impresa che sceglie prodotti con caratteristiche migliori. Per un produttore sono leve commerciali concrete:
| Cosa hai | Criterio premiante collegato |
|---|---|
| Ecolabel UE o Made Green in Italy (classi A o B) | Etichettature ambientali o ecologiche |
| ISO 14001 o EMAS dello stabilimento | Certificazione ambientale degli stabilimenti produttivi |
| Produzione in impianti soggetti a EU ETS, con attestazione di un verificatore accreditato | Prodotti da impianti in un sistema di scambio delle emissioni |
| Cemento, acciaio, alluminio o plastiche allineati ai criteri della Tassonomia UE | Prestazioni ambientali migliorative dei prodotti |
| EPD con dati specifici | Proposte migliorative basate su LCA, dove la EPD sostituisce i dati generici |
Come organizzare il dossier CAM
- elenca i tuoi prodotti e, per ciascuno, i criteri CAM che li riguardano nei decreti edilizia e strade;
- abbina a ogni criterio il mezzo di prova che hai già, con numero di certificato, organismo e scadenza;
- individua i vuoti e scegli la certificazione che copre più prodotti con un solo percorso;
- prepara una scheda per ogni prodotto con percentuali, certificati e documenti di trasporto tipo, pronta per imprese e direzione lavori;
- mantieni aggiornati i dati di stabilimento su energia, rifiuti ed emissioni, che servono per EPD, Made Green in Italy e questionari dei clienti.
L’ultimo punto è spesso il più lento. Con Envify puoi raccogliere bollette, FIR e fatture dello stabilimento e ottenere dati di consumo ed emissioni ordinati, da riusare per EPD, report e richieste dei clienti.
Nei CAM non esiste una certificazione unica: ogni requisito si dimostra con il mezzo di prova indicato dal decreto. Per il riciclato le opzioni principali sono EPD con percentuale, ReMade, Plastica Seconda Vita, UNI/PdR 88 e bilancio di massa, per il legno FSC e PEFC, per le emissioni indoor rapporti di prova o etichette riconosciute.


