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Normativa6 min di lettura

CAM strade: criteri ambientali minimi per le infrastrutture stradali

I CAM strade fissano requisiti ambientali per progettare, costruire e manutenere strade pubbliche: riciclato nelle pavimentazioni, temperature di posa, rifiuti e mezzi di prova.

I CAM strade sono i criteri ambientali minimi per progettazione, costruzione, manutenzione e adeguamento delle infrastrutture stradali pubbliche. Li ha adottati il decreto del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica del 5 agosto 2024, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 197 del 23 agosto 2024 e in vigore dal 21 dicembre 2024, poi modificato dal correttivo dell’11 settembre 2025. Chiedono più materiale riciclato nelle pavimentazioni, conglomerati posati a temperature più basse, recupero dei rifiuti e prove documentali per ogni requisito.

Cosa sono i CAM strade e quale testo vale oggi

I CAM strade attuano il Piano d’azione nazionale per il green public procurement e sono obbligatori per l’articolo 57, comma 2, del Codice dei contratti pubblici (d.lgs. 36/2023). Come per gli altri CAM, specifiche tecniche e clausole contrattuali vanno sempre inserite nei documenti di gara, mentre i criteri premianti assegnano punti nell’offerta tecnica.

AttoPubblicazioneIn vigoreContenuto
DM MASE 5 agosto 2024Gazzetta Ufficiale n. 197 del 23 agosto 202421 dicembre 2024 (120 giorni dopo la pubblicazione)Adozione dei CAM strade
DM MASE 11 settembre 2025Gazzetta Ufficiale n. 221 del 23 settembre 202524 settembre 2025 (giorno successivo alla pubblicazione)Correzione di errori materiali e integrazione di alcuni criteri

Il MASE pubblica anche un testo consolidato non ufficiale dell’allegato tecnico, che integra il correttivo ed è il riferimento più comodo per lavorare. A ottobre 2026 non risultano ulteriori modifiche pubblicate in Gazzetta Ufficiale.

A chi si applicano

I CAM strade valgono per tutti gli appalti e le concessioni di lavori e di servizi di progettazione relativi a strade, come definite dal Codice della strada, e alle opere di pertinenza: piazze, marciapiedi e parcheggi collegati. Per le aree verdi lungo strade e piste ciclabili si applicano invece i CAM sul verde pubblico.

Gli attori coinvolti sono quattro:

  • stazioni appaltanti, che inseriscono i criteri nel documento di indirizzo alla progettazione e nei bandi;
  • progettisti, che redigono la Relazione CAM e riportano requisiti e mezzi di prova nel capitolato;
  • imprese esecutrici, che applicano le clausole in cantiere e consegnano la documentazione alla direzione lavori;
  • produttori di conglomerati, aggregati, calcestruzzi e manufatti, che forniscono le prove sui materiali.

Il correttivo del 2025 si applica anche alle procedure già in corso alla sua entrata in vigore. Prevedeva inoltre una finestra di 180 giorni per derogare ai CAM strade nelle gare con progetti a base di gara non soggetti al decreto del 2024: quella finestra si è chiusa a marzo 2026.

I criteri di progetto più rilevanti

Il capitolo sulla progettazione contiene criteri tecnici molto concreti. I principali:

  • durata: per nuove pavimentazioni e risanamenti profondi la vita utile di riferimento è di 20 anni, escluso lo strato di usura;
  • temperatura di posa: per strade urbane e tratti extraurbani a meno di 1.000 metri dal centro abitato, massimo 120 °C (conglomerati tiepidi), con eccezioni a 140 °C per bitumi modificati o strati con prestazioni acustiche. Oltre i 1.000 metri il limite è 150 °C, o 165 °C per bitumi modificati;
  • calore urbano: indice di riflessione solare (SRI) di almeno 20 per le nuove strade urbane di tipo F e di almeno 29 per parcheggi, piste ciclabili, marciapiedi e piazze;
  • rumore: sulle strade di categoria A, B e D e nei tratti soggetti a piani di risanamento acustico, strati di usura con emissione misurata con metodo CPX sotto i limiti del decreto;
  • acque e sottosuolo: fasce verdi, drenaggi delle acque di dilavamento e canalizzazioni per le reti tecnologiche.

Il criterio con più impatto economico riguarda il riuso del conglomerato bituminoso di recupero: nei risanamenti profondi che includono la fondazione il progetto deve permettere di usare almeno il 70% di materia recuperata, riciclata o di sottoprodotti, e nelle nuove strade almeno il 20% di granulato di conglomerato bituminoso sul volume degli strati di pavimentazione.

Quanto materiale riciclato serve

Il criterio sulla circolarità dei prodotti da costruzione fissa percentuali minime, sul peso del prodotto finito secco su secco, per ogni strato. Nei lavori su strade esistenti il materiale recuperato deve provenire, per quanto possibile, dallo stesso corpo stradale.

StratoBitumi normaliBitumi modificati con polimeri
Corpo stradale (bonifica, rilevato, sottofondo)≥ 70%≥ 70%
Fondazione in misto granulare o misto cementato≥ 50%≥ 50%
Base o base/binder in conglomerato bituminoso≥ 35%≥ 25%
Binder (collegamento)≥ 30%≥ 20%
Usura chiusa≥ 15%≥ 10% (anche drenante)

Per le pavimentazioni rigide la lastra in calcestruzzo deve contenere almeno il 5%, come le pavimentazioni a elementi. Per i conglomerati a freddo usati nelle riparazioni di emergenza serve almeno il 20% di granulato. Calcestruzzi, prefabbricati, acciaio e legno seguono requisiti simili a quelli dei CAM edilizia.

Mezzi di prova: come si dimostra la conformità

La verifica avviene in tre momenti: in gara per i criteri premianti, in fase di verifica del progetto per le specifiche tecniche, e in cantiere, dove la direzione lavori controlla prodotti e clausole sulla base di rapporti di prova, certificazioni e altri documenti.

Per il contenuto di riciclato il progettista deve indicare una delle prove ammesse: EPD conforme a UNI EN 15804 con la percentuale tra le informazioni aggiuntive, certificazioni ReMade, Plastica Seconda Vita, VinylPlus per il PVC, certificazioni di bilancio di massa come la CP DOC 262, certificazioni secondo UNI/PdR 88 o Made Green in Italy. Le certificazioni devono essere rilasciate da organismi accreditati, e i rapporti di prova da laboratori autorizzati o accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025.

Un’eccezione importante: queste certificazioni non sono richieste per i materiali del corpo stradale e per le miscele di pavimentazione realizzate in loco. In questi casi la conformità si documenta con la Relazione CAM e con i controlli della direzione lavori. Se produci materiali, trovi le opzioni spiegate nella guida sulle certificazioni CAM per i produttori.

Cosa chiedono a cantiere e imprese

Le clausole per i lavori toccano direttamente l’organizzazione dell’impresa:

  • impianti di conglomerato attrezzati per il granulato di recupero, con stoccaggio coperto di sabbie e granulato, combustibili come metano, GPL, HVO o biocarburanti, fotovoltaico e gestione di fumi, polveri e odori. Si può derogare solo se entro 90 minuti di trasporto non ci sono almeno due impianti conformi;
  • rifiuti: almeno il 70% in peso dei rifiuti non pericolosi di cantiere, esclusi gli scavi, avviato a riutilizzo, riciclo o recupero, con demolizione selettiva secondo la UNI/PdR 75 nelle manutenzioni profonde;
  • Relazione CAM dell’aggiudicatario, con scelte gestionali, requisiti dei materiali e mezzi di prova da consegnare.

Tra i criteri premianti ci sono la certificazione ISO 14001 o EMAS estesa alle attività di cantiere, le proposte migliorative dimostrate con studio LCA, l’attestazione dei rischi ESG rilasciata da un organismo accreditato secondo la ISO/IEC 17029, prodotti allineati alla Tassonomia UE e acciaio, calce e clinker da impianti soggetti a EU ETS.

Per il requisito del 70% servono numeri affidabili sui rifiuti conferiti. Con Envify puoi leggere in automatico i FIR e tenere un registro aggiornato delle quantità avviate a recupero, utile anche per il tuo report di sostenibilità.

Come prepararsi

Se lavori su gare stradali, conviene muoversi prima del bando:

  1. usa il testo consolidato del MASE e verifica quali criteri si applicano al tipo di intervento, perché nuove costruzioni, risanamenti profondi e manutenzioni superficiali hanno regole diverse;
  2. se produci conglomerato, verifica che l’impianto possa gestire le percentuali di granulato previste e documenta combustibili, stoccaggi e controlli;
  3. chiedi ai fornitori di aggregati, calcestruzzi e manufatti i certificati sul contenuto di riciclato, con organismo e scadenza;
  4. organizza la tracciabilità dei rifiuti dal primo giorno di cantiere, partendo dai FIR e dal RENTRI;
  5. valuta quali criteri premianti puoi già soddisfare, come ISO 14001, EMAS o un’attestazione ESG, e quali richiedono tempo.

Le infrastrutture finanziate da alcuni fondi europei, come quelli della politica di coesione 2021-2027, richiedono anche la verifica climatica: i dati raccolti per i CAM, come materiali, emissioni e scenari di manutenzione, sono utili anche lì.

Il punto essenziale

I CAM strade sono quelli del DM 5 agosto 2024, in vigore dal 21 dicembre 2024 e modificati dal DM 11 settembre 2025. Chiedono percentuali minime di riciclato strato per strato, posa a temperature ridotte vicino ai centri abitati, almeno il 70% dei rifiuti a recupero e prove documentali rilasciate da organismi accreditati.

Domande frequenti

Da quando sono obbligatori i CAM strade?
Dal 21 dicembre 2024, 120 giorni dopo la pubblicazione del DM 5 agosto 2024 nella Gazzetta Ufficiale n. 197 del 23 agosto 2024. Il correttivo dell’11 settembre 2025 è in vigore dal 24 settembre 2025.
I CAM strade valgono per marciapiedi e parcheggi?
Sì, se sono opere di pertinenza stradale come piazze, marciapiedi e parcheggi collegati alla strada. Le aree verdi stradali seguono invece i CAM sul verde pubblico.
Quale temperatura di posa impongono i CAM strade?
Per strade urbane e tratti a meno di 1.000 metri dal centro abitato il massimo è 120 °C, con eccezioni a 140 °C. Più lontano i limiti sono 150 °C per bitumi normali e 165 °C per bitumi modificati.
Serve una certificazione per il fresato riutilizzato in sito?
No. Le certificazioni sul contenuto di riciclato non sono richieste per i materiali del corpo stradale e per le miscele di pavimentazione realizzate in loco.
Che rapporto c’è tra CAM strade e CAM edilizia?
Sono decreti distinti. I CAM edilizia 2025 si applicano a interventi edilizi e opere di ingegneria civile senza CAM dedicati, mentre per le strade vanno applicati i CAM strade nella versione vigente.

Fonti e approfondimenti

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