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RENTRI e FIR digitale: cosa cambia per i rifiuti e per il report ESG

Registro elettronico, xFIR obbligatorio dal 16 settembre 2026 e indicatori sui rifiuti: la guida pratica per le imprese.

Il RENTRI è il Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti, gestito dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica con il supporto delle Camere di commercio. Dal 16 settembre 2026, per le imprese iscritte, il formulario di identificazione dei rifiuti è digitale (xFIR) e il cartaceo non è più un’alternativa. Per chi rendiconta la sostenibilità è una buona notizia: i dati sui rifiuti diventano più ordinati e più facili da verificare.

Cos’è il RENTRI

Il RENTRI sostituisce progressivamente registri di carico e scarico e formulari cartacei con documenti digitali trasmessi a un sistema nazionale. Gli obiettivi sono due: rendere tracciabile ogni movimento di rifiuti e dare alle autorità dati affidabili per i controlli.

L’iscrizione è avvenuta a scaglioni, in base al tipo di soggetto e al numero di dipendenti. L’ultimo scaglione, che comprende i produttori di rifiuti pericolosi fino a 10 dipendenti, si è chiuso il 13 febbraio 2026. Sono tenuti a iscriversi, tra gli altri, i produttori di rifiuti pericolosi, i produttori di rifiuti non pericolosi da attività industriali e artigianali con più di 10 dipendenti, i trasportatori e gli impianti di gestione. Il perimetro esatto per la tua attività va verificato sul portale ufficiale del RENTRI.

FIR digitale: le date

DataCosa succede
13 febbraio 2026Chiusura dell’ultima finestra di iscrizione e avvio del FIR digitale (xFIR).
Dal 13 febbraio al 15 settembre 2026Periodo transitorio introdotto dal decreto Milleproroghe 2026: gli iscritti possono scegliere tra FIR cartaceo e digitale.
16 settembre 2026Il FIR digitale diventa obbligatorio per gli iscritti al RENTRI: il modello cartaceo non è più un’alternativa.

Restano regole specifiche per alcune categorie, ad esempio i rifiuti non pericolosi da costruzione e demolizione, esclusi dall’obbligo generalizzato di xFIR. Per i casi particolari fanno fede le indicazioni del portale RENTRI.

Cosa cambia in pratica

  • Il formulario nasce digitale. Viene emesso in formato elettronico, firmato digitalmente e trasmesso al RENTRI. Il trasportatore porta con sé una copia, anche su dispositivo.
  • Servono identità digitali. Per accedere ai servizi e firmare servono SPID, CIE o CNS e deleghe corrette per chi opera per conto dell’impresa.
  • Il registro cronologico è digitale. Le registrazioni di carico e scarico seguono modelli standard e vengono trasmesse al sistema nelle scadenze previste.
  • I software si integrano. I gestionali ambientali dialogano con il RENTRI tramite interfacce dedicate; in alternativa si usano i servizi di supporto del portale.

Perché interessa il report di sostenibilità

Rifiuti prodotti, pericolosi e non pericolosi, e quota avviata a recupero sono tra gli indicatori ambientali chiesti dal VSME e da quasi tutti i questionari ESG di banche e clienti. Finora quei numeri si ricostruivano sfogliando formulari cartacei, spesso incompleti o archiviati in posti diversi.

Con il FIR digitale ogni movimento ha dati strutturati: codice EER, quantità, stato fisico, destinazione e operazione di recupero (R) o smaltimento (D). Sono esattamente le informazioni che servono per calcolare gli indicatori di economia circolare.

Dato del FIRIndicatore ESG
Codice EER e caratteristiche di pericoloRifiuti pericolosi e non pericolosi
Quantità (kg o litri)Totale dei rifiuti prodotti
Operazione R o D di destinazioneQuota avviata a recupero o a smaltimento
Trasportatore e impianto di destinazioneTracciabilità della filiera e stima delle emissioni del trasporto (Scope 3)

Come prepararsi

  1. Verifica l’iscrizione e che deleghe e identità digitali delle persone che firmano siano attive.
  2. Allinea i fornitori: trasportatori e impianti devono essere pronti a gestire l’xFIR, altrimenti il flusso si blocca.
  3. Centralizza l’archivio dei formulari, digitali e cartacei degli anni precedenti, in un unico posto.
  4. Collega i dati al reporting: estrai quantità, codici EER e operazioni R e D per calcolare gli indicatori una volta sola.

Envify legge i FIR così come sono, cartacei scansionati o digitali, estrae codici EER, quantità e destinazioni e li trasforma negli indicatori sui rifiuti del report VSME, con ogni valore collegato al formulario di origine.

Domande frequenti

Da quando è obbligatorio il FIR digitale?
Per le imprese iscritte al RENTRI, dal 16 settembre 2026. Tra il 13 febbraio e il 15 settembre 2026 è stato possibile usare in alternativa il formulario cartaceo, grazie alla proroga del decreto Milleproroghe 2026.
Chi deve iscriversi al RENTRI?
Tra gli altri, i produttori di rifiuti pericolosi, i produttori di rifiuti non pericolosi da attività industriali e artigianali con più di 10 dipendenti, i trasportatori e gli impianti di gestione. Il perimetro esatto per la tua attività va verificato sul portale ufficiale.
Cosa serve per firmare un xFIR?
Un’identità digitale come SPID, CIE o CNS e, se opera un incaricato, le deleghe corrette. Il formulario viene firmato digitalmente e trasmesso al RENTRI.
I vecchi FIR cartacei servono ancora?
Sì: vanno conservati per i termini previsti e restano la fonte dei dati sui rifiuti degli anni passati, utili anche come serie storica nel report di sostenibilità.
Quali indicatori ESG si ricavano dai FIR?
Rifiuti totali prodotti, ripartizione tra pericolosi e non pericolosi, quota avviata a recupero rispetto allo smaltimento e, con qualche dato in più, le emissioni legate al trasporto dei rifiuti.

Fonti e approfondimenti

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