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CAM pulizie: cosa richiedono alle imprese e come dimostrare i requisiti

I CAM per i servizi di pulizia e sanificazione fissano requisiti su detergenti, attrezzature, formazione e rendicontazione dei consumi. Ecco cosa chiedono alle imprese e quali documenti servono per dimostrarli.

I CAM pulizie sono i criteri ambientali minimi che le stazioni appaltanti devono inserire nelle gare per i servizi di pulizia e sanificazione e per la fornitura di detergenti. Il riferimento in vigore a ottobre 2026 è il DM 29 gennaio 2021, modificato dal decreto correttivo del 24 settembre 2021. Chiedono detergenti con etichetta ecologica o equivalenti, attrezzature durevoli, personale formato e un rapporto annuale sui prodotti consumati.

Cosa sono i CAM pulizie e quale decreto vale oggi

I criteri ambientali minimi (CAM) sono i requisiti ambientali che il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) definisce per ogni categoria di appalto pubblico. Per la pulizia il testo di riferimento è il decreto ministeriale del 29 gennaio 2021, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 42 del 19 febbraio 2021, che ha sostituito i vecchi CAM del 2012. Un decreto correttivo del 24 settembre 2021 ha poi rivisto alcuni punti, ad esempio sulle sostanze ammesse nei detergenti.

Il decreto copre quattro ambiti:

  • servizio di pulizia di edifici e altri ambienti ad uso civile (uffici, scuole, caserme);
  • servizio di pulizia e sanificazione di strutture sanitarie, con criteri specifici concordati con il Ministero della Salute;
  • fornitura di detergenti per pulizie ordinarie e per usi specifici;
  • fornitura di prodotti per l’igiene personale, come saponi e carta tessuto.

Nella programmazione MASE per il 2026 le attività di revisione riguardano altre categorie (lavanolo, stampanti e cartucce, strade, verde pubblico, illuminazione), quindi i CAM pulizie del 2021 restano quelli da applicare. Prima di ogni gara conviene comunque verificare l’elenco dei CAM vigenti sul sito del Ministero.

Quando sono obbligatori

Il Codice dei contratti pubblici (d.lgs. 36/2023, articolo 57) obbliga le stazioni appaltanti a inserire nei documenti di gara almeno le specifiche tecniche e le clausole contrattuali dei CAM, per l’intero valore dell’appalto. I criteri premianti vanno invece tenuti in considerazione quando la gara si aggiudica con l’offerta economicamente più vantaggiosa, che nei servizi ad alta intensità di manodopera come la pulizia è la regola.

Per un’impresa di pulizie questo significa due cose: i requisiti minimi sono una condizione per partecipare e per eseguire il contratto, i criteri premianti fanno la differenza in classifica. Il quadro generale è spiegato nella guida ai criteri ambientali nelle gare d’appalto; qui vediamo cosa chiede nel concreto il settore pulizie.

Cosa chiedono: i requisiti per il servizio

Detergenti e disinfettanti

I detergenti per le pulizie ordinarie (multiuso, vetri, sanitari) devono avere il marchio Ecolabel UE o un’etichetta ecologica equivalente di Tipo I, come Nordic Swan o Blauer Engel. I prodotti concentrati, da diluire almeno 1:100, possono non avere l’etichetta, ma devono rispettare i criteri del decreto. In ogni caso vanno usati con sistemi di dosaggio, per esempio capsule idrosolubili, flaconi dosatori o diluitori automatici. I disinfettanti devono essere autorizzati come presidi medico-chirurgici o biocidi e usati secondo un protocollo per l’uso sostenibile, da concordare con la stazione appaltante.

Attrezzature e prodotti ausiliari

  • panni per il lavaggio a bagnato riutilizzabili, piatti e in microfibra, con almeno il 30% dotato di etichetta conforme alla UNI EN ISO 14024;
  • carrelli, secchi e contenitori in plastica riciclata almeno al 50% in peso, con colori diversi per uso;
  • macchine (lavasciuga, aspiratori, idropulitrici) elettriche, con scheda tecnica, parti sostituibili e componenti in plastica marcati per il riciclo;
  • divieto di prodotti solo deodoranti o profumanti, segatura, piumini di origine animale e frange per il lavaggio a bagnato.

Personale e gestione

Il personale deve ricevere una formazione specifica su prodotti, dosaggi, tecniche e gestione dei rifiuti: se l’impresa non ha l’Ecolabel UE per i servizi di pulizia, deve presentare un programma di almeno 16 ore entro 60 giorni dall’avvio del servizio. Sono richiesti anche un sistema di gestione della qualità con un responsabile nominato, la raccolta differenziata dei rifiuti prodotti e l’applicazione del contratto collettivo di settore.

Rapporto annuale sui consumi

Ogni anno l’impresa invia alla stazione appaltante un rapporto elettronico sui detergenti e sui prodotti in microfibra acquistati e consumati, con produttore, nome commerciale, quantità (litri o pezzi), funzione d’uso ed etichette possedute. È il requisito che più spesso mette in difficoltà, perché richiede di ricostruire i consumi da fatture e documenti di trasporto per ciascun appalto.

Come dimostrare i requisiti

Ogni criterio indica i mezzi di prova accettati. In sintesi:

RequisitoCosa chiedeCome lo dimostri
Detergenti ordinariEcolabel UE o Tipo I equivalente, sistemi di dosaggioElenco prodotti firmato, licenze o etichette; per i concentrati rapporti di prova di laboratorio accreditato UNI EN ISO/IEC 17025
Detergenti per usi specificiConformità ai criteri o etichetta ISO 14024Elenco prodotti, etichette, schede di sicurezza e dichiarazioni del produttore
MacchineElettriche, durevoli, riparabiliSchede tecniche, manuale d’uso, registro delle manutenzioni
Microfibra e contenitori30% di microfibra etichettata, plastica riciclata almeno al 50%Schede tecniche, fatture, certificazioni come Plastica Seconda Vita o ReMade in Italy
FormazioneAlmeno 16 ore sui temi indicatiLicenza Ecolabel UE servizi di pulizia oppure programma, docenti, presenze e test entro 60 giorni
Rapporto sui consumiProdotti e quantità per tipologia, una volta l’annoReport elettronico supportato da fatture e documenti di trasporto

Il controllo non si ferma alla gara: il direttore dell’esecuzione può fare verifiche in sito, chiedere documenti e prelevare campioni dei prodotti per analisi di laboratorio. Tieni quindi un fascicolo per ogni appalto, aggiornato durante tutta l’esecuzione.

Criteri premianti: dove guadagnare punti

I criteri premianti più ricorrenti nei bandi sono:

  • licenza Ecolabel UE per i servizi di pulizia (Decisione (UE) 2018/680), con punteggio maggiore se ottenuta con almeno 26 punti nei criteri opzionali;
  • sistema di gestione ambientale ISO 14001 o registrazione EMAS sulle attività di pulizia;
  • detergenti con etichetta ecologica in imballaggi di plastica riciclata, con punteggio crescente oltre il 30%, il 50% e l’80% di riciclato;
  • detergenti senza fragranze, carta tessuto non sbiancata, uso esclusivo di microfibra etichettata;
  • prodotti con impronta climatica certificata secondo la UNI EN ISO/TS 14067, o fabbricati da aziende certificate SA 8000;
  • tecniche di pulizia innovative, supportate da uno studio LCA comparativo che ne dimostri il vantaggio ambientale.

Il decreto indica quali criteri premiare, ma i pesi li stabilisce la stazione appaltante nel disciplinare. Leggilo con attenzione: spesso pochi punti sui criteri ambientali decidono la classifica tra offerte simili sul prezzo.

Le certificazioni di prodotto e di processo funzionano in modo simile anche negli altri CAM: per un confronto vedi certificazioni CAM per chi produce.

Come organizzarsi per rispettarli senza fatica

  1. Crea un elenco prodotti qualificato: per ogni detergente, microfibra e contenitore conserva etichetta, licenza o rapporto di prova, con data di scadenza.
  2. Allinea gli acquisti: concorda con i fornitori codici prodotto stabili e fatture che riportino il cantiere o l’appalto di destinazione.
  3. Registra i consumi per appalto mese per mese, invece di ricostruirli a fine anno.
  4. Pianifica la formazione con registri, test e materiali conservati per le verifiche.
  5. Prepara il protocollo per i disinfettanti: se il capitolato non indica già come usarli, va redatto insieme alla stazione appaltante entro tre mesi dall’avvio del contratto, con le misure per ridurne l’uso.
  6. Valuta l’Ecolabel UE per i servizi: semplifica diversi mezzi di prova e porta punti in gara.

Gli stessi dati servono anche oltre la gara. Consumi di detergenti, plastica riciclata e rifiuti alimentano gli indicatori di economia circolare e di approvvigionamento sostenibile che i clienti privati chiedono sempre più spesso. Con Envify puoi caricare fatture ed Excel così come sono: l’AI estrae i dati e li organizza, una base utile sia per il rapporto annuale sia per il report di sostenibilità.

Il punto essenziale

I CAM pulizie in vigore sono quelli del DM 29 gennaio 2021, con il correttivo del 24 settembre 2021. Detergenti etichettati e dosati, microfibra e plastica riciclata, formazione documentata e rapporto annuale sui consumi sono requisiti minimi: per vincere servono soprattutto Ecolabel UE per i servizi e una gestione ordinata dei documenti.

Domande frequenti

Qual è il decreto CAM pulizie in vigore nel 2026?
Il DM 29 gennaio 2021, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 42 del 19 febbraio 2021 e modificato dal decreto correttivo del 24 settembre 2021. A ottobre 2026 non risulta un nuovo decreto che lo sostituisca.
I CAM pulizie valgono anche per i clienti privati?
No, sono obbligatori solo negli appalti pubblici. Molte aziende private però li usano come riferimento nei propri capitolati, quindi rispettarli è utile anche nel mercato privato.
Si possono usare detergenti senza Ecolabel?
Sì, se si tratta di prodotti concentrati conformi ai criteri del decreto, dimostrati con rapporti di prova di un laboratorio accreditato, oppure di prodotti con etichette di Tipo I equivalenti come Nordic Swan o Blauer Engel.
Quante ore di formazione chiedono i CAM pulizie?
Almeno 16 ore sui temi indicati dal decreto, se l’impresa non ha la licenza Ecolabel UE per i servizi di pulizia. Il programma va presentato entro 60 giorni dall’inizio del servizio, e i nuovi assunti vanno formati prima di entrare in servizio.
Cosa deve contenere il rapporto annuale sui prodotti consumati?
Per ogni prodotto: produttore, nome commerciale, quantità consumata in litri o pezzi, funzione d’uso ed etichette o conformità ai criteri. Fatture e documenti di trasporto devono riferirsi alla stazione appaltante.

Fonti e approfondimenti

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